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Premessa (di Francesco Turano)
 Con questo articolo inizia una serie di incontri dedicati al mare che non c’è più, al mare del passato, quel mare la cui vita può studiarsi solo attraverso le tracce che oggi rimangono, fossilizzate, sulla terraferma.
L'Aspromonte calabro, tra i numerosi ambienti d'Italia dove si reperiscono forme fossili, è certamente luogo degno di nota e d'attenzione.
Tra i tanti appassionati naturalisti che hanno dedicato tempo e studi a queste cose uno mi è caro in particolare, per il suo modo di scrivere e per il suo modo di parlare, per il suo carisma e per il suo abile modo di divulgare. A lui ho chiesto i testi, per corredarli di foto che illustrino ciò che oggi l'Aspromonte ci regala a testimonianza dei mari che furono e per affiancare a tutto ciò immagini della fauna attuale ancora vivente, sopravvissuta nel tempo ai continui cambiamenti della terra. Renato Crucitti ci racconterà le sue scoperte attraverso le sue personali esperienze di vita vissuta, tra escursioni in natura e ricerche, condite dal racconto che viene offerto con parole accessibili a tutti, non solo a scienziati o addetti ai lavori.
Con questo articolo entriamo subito nel vivo dell'argomento, faccia a faccia con molluschi ed echinodermi del passato, imparando a capire come il succedersi di periodi caldi e freddi sulla terra abbia condizionato la fauna marina del Mediterraneo; tutto questo grazie alle pendici aspromontane, argillose e ricche di
testimonianze, sollevatesi subito dietro la città di Reggio Calabria;
una città dal clima unico, fondata dai greci in posizione strategica
proprio ai piedi della grande montagna emersa dal mare, su una lingua
di sabbia alla foce di un grande torrente. Una città sullo Stretto
ancora oggi stupenda, che conserva reperti fossili per raccontarci la
storia di un mare stupendo che regala emozioni incredibili a chi lo
frequenta consapevolmente.
Ultimo aggiornamento: 26-02-2009 11:39
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