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Ustica: lo Scoglio del Medico

Scritto da Stefano Colombari, 25-12-2008 01:00

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Pubblicato in : CON LA TESTA SOTT'ACQUA, Racconti di immersione


Il faro di UsticaSiamo sulla banchina del porto di Ustica intenti ad assemblare la nostra attrezzatura ARA e impegnati nella vestizione delle mute da sub.
Vi è mai capitato di osservare un gruppo di subacquei impegnati nelle loro operazioni pre-immersione?
Sembra quasi di assistere a un balletto, non esattamente sincronizzato, nel quale ogni danzatore mette in scena i propri movimenti pre studiati secondo una personalissima sequenza tale da farla sembrare quasi un rituale.
Ed in effetti, se vi soffermate un attimo a pensarci o, meglio ancora, se provate a studiare con occhi attenti i vostri abituali compagni d'immersione mentre si stanno preparando al loro tuffo, molti di loro in questa fase seguono un vero e proprio cerimoniale fatto di gesti abitudinari e spesso ripetuti in un ordine ben preciso, quasi che ciascuno suonasse il proprio spartito.



Ma lo spettacolo offerto, in qesto caso, dal piccolo porticciolo dell'isola si potrebbe definire quasi surreale, una sorta di mini girone dantesco: decine e decine di uomini e donne, gommati nei loro abiti di neoprene, si contendono i metri quadrati della banchina; piccoli colpi secchi (sdeeng), procurati dall'acciaio delle bombole che vengono scaricate dai più svariati mezzi di trasporto e poi trasportate su barche e gommoni, si alternano e si sovrappongono al vociare animato delle persone e allo zzziiiippp delle cerniere delle mute che si chiudono una dietro l'altra.

Il porticciolo di Ustica Il fiore del cappero
Ancora un'immagine del porticciolo di Ustica











In mezzo a questa bolgia abbiamo appena ricevuto una spiacevole notizia dal diving dell'isola al quale ci siamo appoggiati per le immersioni di questo week-end lungo di inizio giugno (il MareNostrum): se desideriamo mantenere il programma della giornata (già concordato in precedenza), che prevede 2 immersioni nella mattina (per riuscire ad avere il pomeriggio libero per poter visitare l'isola) dobbiamo adattarci ad utilizzare il gozzo di un pescatore. Ci viene spiegato che oggi il gozzetto del diving serve ad un altro gruppo di sub. Un vero mistero questo cambio di rotta! Tanto più che non è la prima brutta sorpresa riservataci dal diving: ad esempio ci era stato detto, prima di partire per l'isola, che avremmo trovato una bella barca coperta, con possibilità addirittura di effettuare full-day, ma al nostro arrivo della suddetta imbarcazione non abbiamo trovato traccia. Chissà forse la colpa è della troppa confusione che regna sovrana durante il ponte del 2 giugno! Facciamo buon viso a cattiva sorte (per usare un eufemismo) e accettiamo, anche se non possiamo fare a meno di notare (tra l'altro) che quasi tutti gli altri diving utilizzano i gommoni.

Fortunatamente il gozzo non è affatto male e il suo proprietario, nonchè timoniere (il classico lupo di mare) è pure simpatico e disponibile e allieta la nostra lenta navigazione con i suoi gustosi aneddoti di vita marinara.

Un paesaggio di Ustica Il faro di Ustica
Le rocce nere, di origine vulcanica, caratteristiche di Ustica








 

La nostra meta è il mitico "Scoglio del Medico", sito nella zona nord-occidentale dell'isola, una delle più famose immersioni della "Perla Nera" della quale si narra che l'incontro con cernie e barracuda è pressochè garantito.

Mappa Scoglio del Medico-disegno di Francesco TuranoLo scoglio, che emerge vistosamente dalla superficie del mare, ha un'ampia estensione subacquea di forma irregolare e allungata, quasi parallela alla linea di costa e sono necessari diversi tuffi se si vuole farne il giro completo. E' inoltre caratterizzato dalla presenza di un lungo e largo passaggio che amplia le alternative dei percorsi subacquei. (N.B. Vedi la mappa dell'immersione. Per gentile concessione di Francesco Turano. Tutti i diritti sono riservati).
La giornata è nuvolosa, il cielo coperto e la superficie dell'acqua è un po' increspata, ma tutto sommato le condizioni meteo-marine sono più che accettabili. L'aspetto maggiormente positivo di tutto l'insieme è che la nostra imbarcazione è l'unica presente sul punto d'immersione. E' incredibile, ripensando all'affollamento che c'era sulla banchina del porto! Forse oggi è il nostro giorno fortunato, pensiamo sottovoce.
Ancoriamo non lontano dall'angolo sud-ovest dello scoglio e finalmente iniziamo la nostra discesa nel blu, in corrispondenza di un grosso masso presente sul fondo del mare (lato costa) a pochi metri di profondità, aiutati dalla cima dell'ancora che utilizziamo come punto di riferimento.
La visibilità non ci sembra eccezionale (e questa impressione verrà confermata in seguito dalla nostra brava guida subacquea) ma si mantiene comunque intorno ai 20 metri o poco più: forse ci aspettavamo qualcosa di meglio per via della fama di Ustica, ma le eccessive aspettative, si sa, possono creare delle false illusioni e...non ci lamentiamo.

Ci dirigiamo in direzione dell'altro lato dello scoglio (quello opposto alla linea di costa) con l'intenzione di infilarci nel passaggio di cui parlavamo sopra.
Dopo pochi colpi di pinna notiamo sopra le nostre teste un folto gruppo di barracuda che staziona, apparentemente del tutto pacifico, nei pressi della superficie.
Rimaniamo per qualche istante ad ammirare l'assembramento formato dal capannello di pesci dalla livrea argentata, sempre affascinati dai loro musi prominenti e un po' inquietanti e proseguiamo poi nel nostro "tour" arrivando in breve sul lato dello scoglio che guarda il mare aperto.

La Sezione Sub dell'Università di Parma a UsticaQui ci attende un'altra gradita sorpresa. L'orizzonte subacqueo appare letteralmente "punteggiato" da grosse macchie che si stagliano e risaltano nel blu, come i soggetti in primo piano di una bella foto, talmente in spicco che sembrano voler uscire dall'immagine e venirci incontro.
Sono cernie e dotti, per lo più di grossa taglia, che indugiano con aria sorniona nella loro caratteristica posizione a candela, alcuni esemplari a stretto contatto col fondale, altri a mezz'acqua, ma sempre sfoggiando un hovering dallo stile perfetto ed impeccabile.
Il confronto fra questi splendidi animali e noi, esseri umani prestati temporaneamente all'elemento liquido, ambiente che non ci appartiene, è impietoso. Ore e ore di piscina e di immersioni in mare, rinchiusi nelle appendici delle nostre attrezzature, quali goffe movenze hanno prodotto se le paragoniamo alla grazia dei loro movimenti o alla loro naturalezza nel mantenere la posizione neutra? La risposta è fin troppo ovvia.

Mentre questi pensieri ci sfiorano per un attimo, proviamo ad avvicinarci cautamente per meglio osservare i serranidi a noi più vicini.   
Alcuni di questi splendidi pesci spariscono immediatamente alla vista, altri si allontanano più lentamente, ma senza esitazioni, infastiditi dalla nostra presenza; altri ancora decidono di rimanere nei paraggi, ma sempre a distanza di sicurezza...non si sa mai...sembrano volerci dire.
Fortunatamente sono così numerosi che quelli che non se ne vanno sono più che sufficienti per appagare la nostra sete di osservazione.

Una cernia - Foto di Daniele Corsini Un celenterato - Foto di Daniele Corsini
Un'altra cernia - Foto di Daniele Corsini

 
Compiaciuti e soddisfatti arriviamo all'imboccatura del passaggio; tuttavia, mentre ci apprestiamo ad entrare pregustando nuovi incontri interessanti, accade qualcosa di imprevisto. Un componente del nostro gruppetto di sub si pianta letteralmente e non ne vuole sapere di infilarsi nella grotta. Proviamo alcune volte e con ampi gesti a spiegare che la volta è ampia e la penetrazione è sicura (come del resto già anticipato dalla nostra brava guida durante il breafing), ma non c'è niente da fare: a malincuore dobbiamo rinunciare. Non possiamo forzare chi non se la sente. Tutto il gruppo ritorna così verso l'imbarcazione compiendo a ritroso lo stesso percorso dell'andata.
Ma la nostra piccola delusione dura poco: conoscete il proverbio che recita "non tutto il male vien per nuocere"? Si addice proprio a quello che ci sta per capitare...

Un paesaggio di Ustica Gli scogli di Ustica Una vecchia torre di Ustica




 

Sara e le gorgonieDi lì a poco si materializzano infatti, come per incanto, davanti ai nostri increduli occhi due magnifiche ricciole. Questi bellissimi pesci, potenti e veloci corridori del mare, così difficili da avvistare in immersione, non sembrano minimamente spaventati dalla nostra presenza, anzi appaiono piuttosto incuriositi tant'è che ci vengono vicinissimi e quasi si fanno sfiorare. All'improvviso ecco che ne arrivano altri due, poi ancora altri, fino a formare un intero gruppetto: sono circa una decina di esemplari in tutto. Siamo esaltati ed estasiati.
Gli splendidi carangidi dal corpo lungo e affusolato nuotano con movimenti calmi e sinuosi, una sorta di carosello danzante che ci avvolge e ci inebria. Sembrano seguirci e non se vanno. Mentre continuiamo a muoverci verso la cima dell'ancora, teniamo lo scoglio sulla nostra sinistra e alla nostra destra, nel blu verso il mare aperto, le ricciole ci vengono dietro continuando nelle loro lente evoluzioni.
Sono passati oltre dieci minuti, quasi un quarto d'ora, siamo arrivati sotto la chiglia della nostra barca da un pezzo, e i carangidi sono sempre lì a giocare con noi. Non vorremmo più risalire, ma ormai dobbiamo farlo. Pinneggiamo lentamente verso la superficie, sgonfiamo i nostri gav e lanciamo un ultimo sguardo sotto di noi, quasi come un ultimo saluto e un arrivederci a questi bellissimi pesci. Ci era già capitato di vedere le ricciole in immersione, ma solo per pochi brevi istanti. Passaggi veloci come lampi, quasi delle apparizioni. Questa invece è stata un'esperienza meravigliosa, davvero unica. Lunghi minuti da ricordare e da conservare gelosamente nel cuore e nella mente. Uno splendido regalo dal nostro tanto amato e maltrattato mare.


Ultimo aggiornamento : 25-12-2008 19:36

   
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Stefano Colombari
About the author:
Stefano Colombari nasce tra le nebbie di Ferrara nel 1965, e soltanto dopo qualche anno si avvicina al mare ed alla subacquea; ma dal momento dell'incontro, scatta la scintilla ed il colpo di fulmine, e decide che il mare, i suoi abitanti e la subacquea saranno una parte fondamentale della sua vita.
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