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Relitti

I relitti nel Mare Nostrum e all'estero (storia, racconti, foto)

Storia di un relitto minore

Francesco Turano - Storia di un relitto minoreC'è una storia, ormai triste come tante per le annesse problematiche ambientali, di un relitto moderno che ha ospitato per anni la vita e che oggi è testimone delle ultime tracce di biodiversità che resistono all'inquinamento urbano; inquinamento che fino alla fine degli anni novanta era tenuto a bada dall'impeto delle correnti dello Stretto di Messina.
Un relitto moderno, quindi privo di una storia antica; un relitto però protagonista di una storia attuale come poche, testimone del depauperamento biologico che dall'inizio del duemila ha innescato una marcia in più accelerando molti fenomeni di regressione della fauna nel sottocosta di Reggio Calabria. Tuffiamoci nello Stretto a due passi da riva, alla scoperta di quanto giace sul fondo intorno e sopra il relitto affondato nei pressi del circolo nautico di Reggio, su un fondale di sabbia chiara dolcemente degradante.

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Una spedizione italiana riscopre il Piroscafo Bianca C a 47 anni dal suo affondamento.

Il piroscafo Bianca C.All'alba del 22 ottobre 1961, mentre si trovava alla fonda del porto di St. George's nell'isola caraibica di Grenada, una forte esplosione riecheggiò per i ponti del piroscafo partendo dalla sala macchine e travolse e uccise sul colpo tre macchinisti ferendone altri cinque, poi le fiamme dell'incendio iniziarono a farsi strada diffondendosi ovunque fino ad avvolgere lo scafo del Bianca C… Mentre gli oltre settecento passeggeri a bordo venivano sbarcati a terra grazie anche all'aiuto della popolazione di Grenada, svegliata dal frastuono...

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Il relitto con le gorgonie

Il relitto con le gorgonieIl relitto con le gorgonieAll’ingresso di quel pericoloso braccio di mare noto come Stretto di Messina, di fronte all’abitato di Punta Faro, adagiato su un fondale in forte pendenza, giace, integro, il relitto ancora sconosciuto di una imbarcazione oggi erroneamente chiamata Solferino, ma in realtà non ancora identificata; la nave è in posizione di navigazione con la prua verso terra, situata tra i trentacinque e i quaranta metri, e la poppa verso il mare aperto a quasi settanta metri.
Immergendosi da riva, si scende lungo un pendio detritico e si punta dritti vero il largo: navigando sott’acqua, vedremo gradualmente diminuire la pendenza del fondale e in breve apparirà la sagoma imponente del relitto, che sembra quasi voler navigare verso terra.

 

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I relitti dello stretto

I relitti dello StrettoI relitti di navi ed imbarcazioni che riposano adagiati sul fondo del mare rappresentano un patrimonio culturale e naturalistico che merita di essere protetto; spesso rivestono un grande valore storico ed archeologico in quanto testimoni e custodi di accadimenti (per lo più tragici e misteriosi) del nostro passato, talvolta prossimo, ma anche remoto; inoltre costituiscono dei micro-habitat di alto valore ecologico poichè vengono immancabilmente scelti dalle più svariate creature marine che decidono di stabilirvi la propria residenza.
Francesco Turano ci porta nel turbolento e affascinante braccio di mare tra Calabria e Sicilia, noto come Stretto di Messina, e nelle sue immediate vicinanze, alla scoperta dei tanti relitti che vi hanno fatto naufragio, veri e propri tesori di vita sommersa da tutelare.

 

 

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Il Rigoletto

Il RigolettoIl RigolettoFuori il porto di Messina, nella zona di mare antistante la penisola di Sna Raineri, c’è uno dei relitti più piccoli del canale tra Scilla e Cariddi con la prua che ancora conserva ben leggibile il suo nome: “Rigoletto”.
Un vecchio mercantile, ricco di fascino, adagiato su un fondale ripidissimo le cui ampie stive conservano ciò che rimane di automobili d’altri tempi in un groviglio di lenze e lembi di reti da pesca, specie tra le strutture semidistrutte del ponte. Alla prua emergente si contrappone una poppa integra che mostra ancora la splendida elica, a circa 36 m di profondità, con le pale coloratissime, incrostate da una miriade di spugne e colonizzate da idrozoi e policheti. La scena più bella è però quella dei pesci trombetta che corrono frenetici, in gruppi numerosi, lungo le fiancate o tra le pale della grande elica, mescolandosi alle castagnole rosa.

 

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Le avventure subacquee (e non) di Lore, Maurizio, Marco e tanti altri a bordo di una barca per immersioni nel mar rosso sudanese...

 

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