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Il relitto del Sommergibile della Regia Marina Ammiraglio Millo

photo di Lorenzo Del Veneziano
Il Sommergibile della Regia Marina Ammiraglio Millo o Smg. Millo, come lo si nominava correntemente, stava rientrando verso la base di Taranto dopo alcuni giorni trascorsi in agguato nelle acque a sud-est di Malta, senza tuttavia aver colto alcun avvistamento. Era il 14 marzo 1942, alle 13,23, mentre navigava in superficie zigzagando lungo le rotte di sicurezza prospicienti la costa calabra, al largo di Punta Stilo, nel punto 38°27' N - 16°37' E, il Millo veniva raggiunto da due dei quattro siluri lanciati dal sommergibile inglese Ultimatum. Colpito al centro e a poppa, il battello affondava quasi immediatamente, portando con sé 57 persone. Si salvarono soltanto in 15, dei quali 14 (4 ufficiali, 2 sottufficiali e 8 marinai) vennero recuperati dallo stesso sommergibile inglese e uno, il Serg. El. LINGUA, da un'imbarcazione costiera, alcune ore più tardi. Gio'Sub, il suo testimonial Lorenzo Del Veneziano e un team di subacquei hanno recentemente realizzato un'esplorazione del relitto, peraltro già scoperto nel 2005 da Paolo Palladino. Nell'articolo che segue alcuni cenni storici sul sommergibile e il racconto della spedizione.

photo di Lorenzo Del Veneziano
Il Smg. Millo era il terzo dei quattro battelli (Saint Bon, Cagni, Millo e Caracciolo) che costituivano la classe comunemente indicata come classe "Ammiragli", costruiti dai cantieri C.R.D.A. di Monfalcone (GO) fra il 1939 e il 1941 ed entrati in servizio, quindi, a guerra iniziata.
Essi furono indubbiamente i nostri migliori sommergibili nella 2^ Guerra Mondiale. Progettati per operare in teatri lontani, possedevano prestazioni di altissimo livello, difficili ad ottenersi anche oggi in un battello convenzionale. In particolare, la loro autonomia era eccezionale e lunghissima: si parlava di sei mesi senza rientro a terra, e con un armamento unico e da record, 14 tubi lanciasiluri da 450mm. (contro i convenzionali 533mm.) in grado di affondare i normali mercantili; furono tra i pochissimi sommergibili a poter lanciare 6 siluri contemporaneamente! L'innovazione più grande era quella di avere lo scafo resistente senza contropezze interne... erano così di gran lunga più leggeri delle altre unità standard.
Questi sommergibili definiti da alcuni "gioielli degli abissi" e da altri "costosissimi" vennero utilizzati per il trasporto di materiale per il rifornimento delle guarnigioni Nordafricane.
L'unico battello superstite della classe ammiragli fu l'Ammiraglio Cagni: alla fine del conflitto bellico venne smantellato e la sua falsatorre costituisce l'odierno monumento ai sommergibilisti dell'arsenale di Taranto. 

foto dall'Archivio della Regia Marina - Il sommergibile Ammiraglio Millo
Il Smg. Millo (queste le sue caratteristiche tecniche: dislocamento in superficie: 1703 t.; dislocamento sommerso: 2164 t.; lunghezza: 87,9 mt.; larghezza: 7,76 mt.; pescaggio: 5,86 mt.) era stato impostato il 16 ottobre 1939, varato il 31 luglio 1940 e consegnato alla Marina il 1° maggio 1941. La sua storia, purtroppo, fu breve. Dopo un periodo di addestramento, il Millo, al comando del C.C. Vincenzo D'Amato, entra in pieno servizio il 15 settembre del 1941, dislocato a Taranto.

foto dall'Archivio della Regia Marina - Il sommergibile Ammiraglio Millo
Come gli altri battelli della sua classe, inizialmente viene impiegato per trasporto di carburante e munizioni verso l'Africa settentrionale, dove la situazione delle forze italo-germaniche è ormai critica. 
La sua prima missione inizia il 21 novembre 1941 con destinazione Derna, con un carico di 138 t. di benzina (in lattine) e 6,8 t. di munizioni anticarro. Tutto si svolge normalmente e il giorno 26 il battello è di nuovo a Taranto.

foto dall'Archivio della Regia Marina - Il sommergibile Cagni
Seguono altre missioni di trasporto: il 30 novembre per Bardia e Bengasi, il 23 dicembre 1941 e il 26 gennaio 1942 per Tripoli. Durante il rientro da quest'ultima, lungo le coste libiche viene attaccato da un aereo ma, fortunatamente, senza danni. Dal 6 al 12 marzo 1942 il Millo è in agguato nelle acque a sud-est di Malta. Al ritorno da questa missione, và incontro al suo tragico destino...(fonte www.regiamarinaitaliana.it)
Ad oltre 60 anni da quei drammatici fatti un team di subacquei tecnici ha realizzato una spedizione, denominata "Exploro Millo", effettuando una serie di immersioni sul relitto dal 22 al 26 giugno scorsi volta al recupero della memoria e degli eventi accaduti attorno al sommergibile... per riportare alla luce, ancora una volta, un tassello della storia recente del nostro Paese.

Gio'Sub Exploro Millo 2009
L'impresa è stata studiata ed organizzata dall'esperto scopritore di relitti Lorenzo Del Veneziano, che vanta una carriera di scopritore e fotografo di relitti (a tutte le profondità accessibili all'uomo) di tutto rispetto.
Il Team e lo staff di Exploro Millo ha trovato base logistica presso il Camping Oasi di Badolato Marina e presso il piccolo porticciolo della Marina di Badolato.
Si è avvalso inoltre della preziosa collaborazione di Paolo Palladino, primo subacqueo a scendere sul relitto del Millo, titolare del Thalassoma Diving Center e di Lino Muraca del Deep Blue Diving che hanno messo a disposizione rispettivamente il loro gommone e la loro barca (il "Caroline").
Oggi il relitto del Millo giace su un fondale fangoso a circa settanta metri di profondità e circa 2,5 miglia dalla linea di costa, a poca distranza dal faro di Punta Stilo. Il primo giorno di immersioni, il 23 giugno, è stato caratterizzato da una pessima visibilità dell'acqua, non superiore ai 4/5 metri.

Gio'Sub Exploro Millo 2009
Il secondo giorno la spedizione ha dovuto affrontare una forte corrente che spingeva in direzione sud. Due membri del team, Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori, raccontano con queste parole la loro esperianza: "Ottima la visibilità...abbiamo filmato tutto il fianco sinistro del relitto, Roberto ha trovato anche un boccaporto a poca distanza dal corpo del sommergibile. Le condizioni di lavoro erano pessime per la corrente che ci spostava ed abbiamo faticato a rimanere sul relitto!". Anche il capo della spedizione riemerge provato ma esaltato dalla visibilità trovata. 
25' di tempo di fondo sul relitto, a oltre 70 mt. di profondità, regalano agli esploratori ben 70 minuti di decompressione che svolgono in diverse tappe risalendo sul pedagno che era stato preparato in precedenza da Paolo Palladino e Lino Muraca.
Gli ultimi giorni di immersioni regalano ai componenti del team..."Una visibilità stupenda!!! Corrente leggera, ma è troppo bello questo relitto. E' enorme e le sovrastrutture oggi si vedono in maniera spettacolare!...Antenne e radiogoniometro di macchina, torretta e i due cannoni si stagliano verso la superficie...i tubi lanciasiluri sono ben individuabili e gli squarci dell'affondamento sono veramente impressionanti!...è stranissimo e scenografica la sua posizione...con l'elica poco sollevata dal fondo a prima vista sembra un sommergibile armato in agguato sul fondo.".

Gio'Sub Exploro Millo 2009
"Abbiamo trovato un mare difficile ma stupendo!" racconta alla fine della spedizione il capo-team Lorenzo Del Veneziano "...siamo arrivati in Calabria accolti da una perturbazione che ci ha regalato pittoreschi arcobaleni ma anche una scarsissima visibilità in acqua! Il primo tuffo esplorativo è stato difficoltoso visto che sul relitto, a 70 mt. di profondità abbiamo trovato meno di 3 mt. di visibilità. Il sedimento fangoso e la scarsa luce fornita dal celo nuvoloso ci hanno reso difficoltoso il lavoro... Il giorno dopo il vento è girato a grecale regalandoci una visibilità meravigliosa sul relitto...ma la corrente era tremenda, un fiume in piena che ci ha costretto a diversi ancoraggi con cime lungo il pedagno per non essere portati via...il relitto è stato ripulito dalla corrente di profondità e già dai -54 mt. si scorgeva l'imponente sagoma scura. Lì abbiamo potuto avere un buon colpo d'occhio sull'intero relitto. Enorme e stupendo! Appoggiato sul fondo in modo molto scenografico...sembra ancora in attesa del proprio nemico!"

Gio'Sub Exploro Millo 2009photo di Lorenzo Del Veneziano
Nonostante durante quella seconda discesa molti sommozzatori che hanno affiancato la spedizione non siano riusciti a raggiungere il pedagno, in quanto sfiancati dall'eccessiva corrente, abbiamo potuto lavorare in tranquillità e realizzare immagini foto e video di incredibile nitidezza. "I successivi giorni siamo stati graziati dal grecale che ci ha portato via le nuvole ma anche dato una corrente che garantisse un'ottima visibilità sul Millo! Gli squarci dei siluri dell'Ultimatum sono ben visibili a poche pinneggiate dal pedagno; la torretta è veramente imponente ed al suo interno abbiamo potuto girare alcune scene tramite la microcamera montata su di un'asta... Impossibile penetrarci con le nostre attrezzature! Mentre dagli squarci abbiamo potuto entrare per documentare alcuni ambienti..."
Una piccola pausa di Lorenzo Del Veneziano che pensando alle parole più adatte si apre in un sorriso ammirando l'orizzonte "Il tempo si è fermato lì dentro...e nonostante il disastro dell'affondamento molte strutture e le attrezzature di bordo sono ben conservate...a distanza di 67 anni non credevamo di trovare un mezzo così ben conservato! E grazie alla disponibilità di Lino Muraca del Deep Blue Diving e Paolo Palladino (lo scopritore del Millo e responsabile del Thalassoma Diving Center di Soverato, ndr.) siamo stati in grado di ritrovare alcuni testimoni di quell'affondamento...che ci hanno ospitato e regalato le emozioni di quei giorni, ricordi ancora vivi in loro!"
Durante l'ultima immersione è stata deposta sul relitto una targa commemorativa a ricordo dei caduti.


La spedizione è stata realizzata dalla Gio'Sub, guidata dal fotografo subacqueo e scopritore di relitti genovese Lorenzo Del Veneziano della quale è testimonial prodotti, assieme alle aziende Fervorari Rottami, Olmeva, Ense srl, Casa&Rossi, Edilfaro, ParisiSub, Inimmaginabile Studio ed il magazine Life Instile che hanno messo a disposizione un loro fotografo, Red Rescue presidi di Salvataggio, PILSport Bank Investiment ed il Centro Sub Tigullio. 
Insieme a Lorenzo Del Veneziano il team della spedizione ha visto la partecipazione di Gianluca Bozzo, Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori; oltre a loro si sono aggiunti subacquei tecnici di diverse associazioni subacquee che hanno potuto immergersi sul relitto del Sommergibile Ammiraglio Millo ed aiutare concretamente il team di Del Veneziano con parti, piccole ma importanti, nell'esplorazione del sommergibile.
La sicurezza è stata programmata e seguita dal Dottor Leandro Astolfi e chiedendo informazioni sulla logistica in loco al DAN (Divers Allert Network) l'associazione medico scientifica che si occupa della prevenzione e del trattamento degli incidenti legati all'attività subacquea.

Per gentile concessione della redazione di Exploro Millo e di Gio'Sub

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