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Racconti di immersione

Il Banco di Santa Croce

Gorgonie rosseIl cielo anche oggi non ci lascia scorgere nessuno spiraglio azzurro, ed è un peccato, perché l'imbarcazione di Sergio (il titolare del TGI Diving Sorrento, che ci sta personalmente accompagnando in tutte le nostre immersioni) si sta dirigendo nei pressi di Vico Equense, non troppo lontano dalla foce del fiume Sarno, dove ci attende una delle immersioni più belle che io abbia mai fatto, il Banco di Santa Croce, nell'Area Marina Protetta di Punta Campanella.
E' il primo giugno ma la temperatura esterna non è molto alta, e soffia un fastidioso scirocco.


Per questo la navigazione da Massa Lubrense, dove ha sede il diving, si prolunga, per riuscire a ridossarci dal vento durante il nostro procedere verso il punto di immersione. Una volta lì, scopriamo che non c'è ancora nessuno sul punto. Sergio mi spiega che siamo fortunati, perché questa immersione attira tanti subacquei e a volte, purtroppo, sul punto di immersione si riuniscono diverse imbarcazioni. Dopo il briefing di Sergio ci tuffiamo e in discesa seguiamo la cima; la visibilità non è ottima, l'acqua è verdognola, ma a dire il vero temevo peggio, date le condizioni meteo di questi giorni, e considerando la vicinanza con la foce del Sarno...
Scendiamo mantenendo la parete sulla destra, e sotto di noi è tutto completamente vermiglio, è una distesa enorme di Paramuricee.
Qua e là un uovo di gattuccio, saldamente ancorato alla gorgonia con i suoi filamenti a viticcio.
Sergio me ne mostra uno, in particolare, nel quale si vede l'embrione che si muove e pulsa...emozionante.

Gorgonie rosseNon solo gorgonie, però, perchè Sergio ci mostra un enorme colonia ramificata di Gerardia savaglia, il falso corallo del Mediterraneo, che spesso sfrutta lo scheletro delle gorgonie per la propria crescita. I polipi sono giallo acceso, completamente aperti.
Noto, tra l'altro, macchie rosse di tunicati, le patate di mare. Ce ne sono tantissime! Sono animali filtratori, più simili all'uomo di quanto non sospettiamo.
Resto estasiata di fronte alla parete, dalla quale si stagliano i rami di queste colonie di minuscoli individui che oscillando nella corrente catturano minuscole particelle di plancton e le condividono in uno stomaco comune.
Raramente mi sono trovata davanti a colonie così grandi, fitte e vive in Mediterraneo.
E tutt'intorno l'acqua si fa rosata grazie agli sciami di castagnole rosa (Anthias anthias) che volteggiano a fianco della parete.
La massima profondità che raggiungiamo oggi è di -35 mt.
Poi iniziamo a risalire e sostiamo, non lontano dalla superficie, sul cappello del banco, una sorta di pianoro scosceso dal quale Sergio ci ha spiegato che, con condizioni ottimali, in estate, guardando verso il blu, si può assistere al passaggio di pesce di passo.
Questa volta non siamo fortunati. Pazienza, sarà per la prossima volta... perché un'immersione così vorrei davvero ripeterla.

Risalendo a fianco della cima incontriamo un gruppo di sub che sta scendendo...bene, noi l'immersione l'abbiamo fatta senza altri gruppi in acqua.

Sono favorevolmente colpita e stupita: un luogo splendido, nonostante la vicinanza con la costa e con grossi centri abitati, una biodiversità disarmante.
Il mare mi sorprende sempre, con i suoi tesori, ed in questi giorni, grazie a questo week-end imprevisto, sto scoprendo una zona che non conoscevo e che sottostimavo, scioccamente, prima di aver vissuto in prima persona le immersioni dell'area.

Con chi siamo andati:
Sergio Riccardo, TGI Diving Sorrento, Massa Lubrense (Na)

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