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Mamma balena insegna ai cuccioli dove mangiare

Le balene possono adattarsi se il cibo a disposizione scarseggia?
Un team di biologi dell'Università dello Utah ha scoperto che le balene australi (Eubalaena australis) imparano dalle proprie madri dove cibarsi, e questo ha sollevato preoccupazioni circa la loro abilità di trovare nuovi luoghi dove cibarsi in caso i cambiamenti climatici terrestri distruggessero i luoghi dove si cibano tradizionalmente...
"Una delle preoccupazioni fondamentali è cosa faranno le balene in caso di riscaldamento globale che potrebbe modificare la localizzazione e la quantità delle prede di cui si cibano?" si chiede Vicky Rowntree, professore associato e ricercatore in biologia nonché coautore del nuovo studio.
"Potranno adattarsi se imparano dalle madri dove nutrirsi - o moriranno?"


Una precedente ricerca portata avanti da Rowntree e i suoi colleghi ha mostrato che quando i cambiamenti climatici fanno aumentare la temperatura degli oceani le balene australi partoriscono un numero inferiore di cuccioli perché l'acqua calda influisce sulla diminuzione del krill (piccoli crostacei di cui si cibano le balene).

Il nuovo studio - pubblicato nel numero del 15 febbraio della rivista journal Molecular Ecology ha utilizzato prove genetiche e chimiche per mostrare che le madri insegnano ai propri cuccioli dove andare per cercare il cibo.

"Le balene australi consumano enormi quantitativi di cibo e devono spostarsi attraverso zone molto vaste per trovare un quantitativo adeguato di piccole prede" afferma il coautore dello studio, Jon Seger, professore di biologia alla University of Utah. "Questo studio dimostra che le madri insegnano ai propri piccoli, durante il primo anno di vita, dove spostarsi per alimentarsi nell'immensità dell'oceano."

Lo studio ha tentato di rivelare le relazioni tra le balene analizzando il DNA materno e confrontandolo con le informazioni sulla dieta ottenute descrivendo diverse forme di isotopi di elementi chimici contenuti nella pelle. Le due tecniche - che i ricercatori affermano di aver utilizzato insieme per la prima volta - hanno consentito agli scienziati di determinare che mamma balena e la sua prole e gli altri membri della famiglia estesa si nutrono negli stessi luoghi.

"La balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis) si nutre con schemi simili e gli scienziati hanno accesso alle zone nelle quali si ciba, mentre non conoscono le aree nelle quali si nutrono le balene australi e hanno dovuto utilizzare una combinazione di tecniche per supporlo" dice Luciano Valenzuela, un ricercatore in biologia che ha condotto lo studio come parte della sua tesi di dottorato nello Utah.

Un altro coautore dello studio è stato Mariano Sironi, direttore scientifico dell'Istituto di Conservazione delle balene (Instituto de Conservación de Ballenas - Institute for the Conservation of Whales) in Argentina.

Le balene imparentate si abbuffano insieme


Per 38 anni, Rowntree ed i suoi colleghi hanno seguito un gruppo di balene australi che migrava per tre mesi ogni anno nella propria zona di riproduzione nella penisola argentina di Valdés "che è tanto a sud dell'equatore quanto noi qui a Salt Lake City siamo a nord dell'equatore", dice Rowntree che dirige anche il programma sulle balene australi all'Istituto di Conservazione delle Balene di Ocean Alliance.

Le balene australi adulte raggiungono una lunghezza di 50 piedi (ndT circa 15 metri) e i loro cuccioli sono lunghi circa 20 piedi (ndT circa 6 metri) e pesano una tonnellata alla nascita.

Le balene migrano nelle proprie aree riproduttive in inverno (quando digiunano) e danno alla luce i piccoli in primavera. Tre mesi dopo viaggiano a lungo nell'Atlantico meridionale per nutrirsi per il resto dell'anno con il krill ed altri crostacei (i copepodi). Rowntree la definisce una "grande abbuffata".

I dati sulle balene risalenti al 1800 e al 1900 suggerivano che le balene australi avessero sei aree dove nutrirsi nell'Atlantico meridionale, ma gli scienziati non sanno dove la maggior parte delle balene si sposta per nutrirsi oggi.

Anzichè cercare le zone visivamente - un compito gravoso se non impossibile data la mancanza di traffico navale nel vasto Atlantico meridionale - gli scienziati hanno adottato un approccio innovativo. Dal 2003 al 2006, nei mesi di Settembre e Ottobre, Valenzuela ha raccolto piccoli campioni di pelle utilizzando uno strumento che non ferisce nè danneggia in alcun modo gli animali.

"Il campione di pelle è poco più grande di una gomma da matita" dice Rowntree.

Dai campioni di pelle Valenzuela ha analizzato il DNA mitocondriale, ricevuto in eredità solo dalla madre.
Il DNA ha rivelato relazioni parentali tra le balene. I ricercatori sono stati in grado di distinguere le balene dai disegni presenti sul materiale biancastro e ruvido che si trova sul loro capo.

I campioni di pelle sono stati anche analizzati per definire le diverse forme degli isotopi di carbonio e azoto. Gli isotopi, che sono presenti nel cibo, sono depositati in diversi tessuti del corpo dopo il consumo.
Il nutrimento proveniente da una determinata area ha una "firma" unica per quanto riguarda gli isotopi; questo ha reso possibile determinare quali balene si nutrivano nello stesso luogo senza sapere quali fossero le zone nelle quali si cibavano.

Il DNA e i dati sugli isotopi insieme hanno rivelato quali balene fossero imparentate e "con chi" si nutrivano gli animali.

"Il risultato principale è che individui di particolari famiglie hanno strutture di isotopi molto specifiche che mostrano che animali di specifiche linee generazionali si cibano nelle stesse aree" afferma Valenzuela.

Il DNA analizzato è quello mitocondriale, trasmesso solo attraverso la madre alla prole e le scoperte indicano che mamma balena insegna ai propri cuccioli dove andare per nutrirsi.

Fonti:
Divenews.com
EurekAlert

Liberamente adattato e tradotto da Sara - Sublandia

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