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Emozioni...sottosopra

Grazie alla disponibilità ed all'idea di Francesco Turano apriamo una nuova sezione di articoli, intitolata Sottosopra, che conterrà articoli che cercano di descrivere tutta una serie di stati emotivi legati all'andare sott'acqua.

La passione abbatte le barriere a immergersi… in Mar Rosso

La passione abbatte le barriere all'immersioneA distanza di un paio di anni dall’incidente che mi obbliga ancora a spostarmi con l’ausilio della carrozzina e una paraplegia che limita la mia deambulazione, finalmente sono tornato in Mar Rosso, un luogo a me molto caro perché è stato il primo tra i mari “esotici” che ho iniziato a scoprire molto tempo fa.

Il fascino e l’amore per il mare è quello che stimola sempre più appassionati ad avvicinarsi all’immersione sportiva, sia essa in apnea che con autorespiratore. Uno sport che fino ad ieri veniva considerato per pochi, ma che da tempo invece sta assumendo una vera e propria caratteristica di massa, tanto che è praticato da un numero crescente di sub anche con handicap fisici.

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Scivolando tra gli scogli

Scivolando tra gli scogliScivolando tra gli scogliHo provato proprio una sensazione speciale, come stessi scivolando tra gli scogli, in punta di pinne… Acqua cristallina, superficie spazzata da un forte vento meridionale stroncato dallo sperone roccioso di Punta Pacì, disegnata dalle raffiche ma senza la più piccola onda (un angolo totalmente riparato), bassofondo cosparso di rocce franate su un fondo di sabbia e ghiaia chiara e altamente riflettente, atmosfera gaia e serena, con forti contrasti di azzurri e tinte calde della copertura algale delle rocce, sono elementi che rendono a dir poco coinvolgente un percorso a galla con maschera e pinne; osservando la magia dei fondali, aiutati dall'insostituibile snorkel, quel semplice elemento dell'attrezzatura subacquea così importante da consentire di nuotare a testa immersa e nello stesso tempo respirare, scopriamo la vita nei primi cinque metri di profondità ma soprattutto sotto il pelo dell'acqua. Ad accoglierci subito famiglie di allegri latterini, snelli pesciolini argentati dal nuoto tranquillo. Insieme a loro giovanissime salpe dorate, brillanti sotto i raggi del sole, splendide nei loro spostamenti sincronizzati che le vedono impegnate nel brucare sugli scogli affioranti.

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Storie di mare: mare d'autunno

Il delfino, predatore voracissimo, incontro eccezionale lungo costaIl mare è calmo. L'estate è appena finita e sulla spiaggia i resti di ombrelloni abbandonati e pezzi di giochi che sembra abbiano ancora le impronte dei bimbi che li hanno utilizzati  poco tempo fa sanno solo di incuria: sono il segno che ancora una volta genitori distratti vivono il mare poco e male e lasciano tracce indelebili, insegnando poco o nulla alle generazioni future. Il mare si riprende lentamente il suo spazio, fin dove può; non ce la fa infatti contro plastica ed altri materiali, purtroppo inattaccabili. Anche i corpi morti e i rispettivi galleggianti sono ancora al loro posto, in memoria di ormeggi della trascorsa stagione, fermi in attesa della prima mareggiata che li travolga. In quest'atmosfera apparentemente triste se si pensa all'impatto dell'uomo, vedo positivo; vedo il mare riprendere fiato: l'acqua è calma e pulita, come felice. Il mare conosce chi non lo aggredisce e mi accoglie mentre mi preparo ad indossare maschera e pinne per fare una nuotata sotto il pelo dell'acqua e vedere un po' come vanno le cose sui fondali dello Jonio meridionale della mia regione, la Calabria. La trasparenza è unica, la temperatura mite al punto da rendere l'acqua avvolgente e piacevole a quest'ora del pomeriggio. L'azzurro predomina, in un ambiente fatto prevalentemente di sabbia, e mi sento invaso da una travolgente sensazione di pace e relax: il mare sa offrire emozioni stupende.

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Il mare in montagna: fossili d’Aspromonte. Prima puntata

Premessa (di Francesco Turano)

Fossili di bivalvi cementati su un macigno reperito in localita' Gallina, Vallone del PalombaroLe pareti sabbiose della gola di un torrente offrono sorprese fossili incastonate e cementate, un libro aperto sulla storia geologica per chi sa coglierne il significatoCon questo articolo inizia una serie di incontri dedicati al mare che non c’è più, al mare del passato, quel mare la cui vita può studiarsi solo attraverso le tracce che oggi rimangono, fossilizzate, sulla terraferma.
L'Aspromonte calabro, tra i numerosi ambienti d'Italia dove si reperiscono forme fossili, è certamente luogo degno di nota e d'attenzione.
Tra i tanti appassionati naturalisti che hanno dedicato tempo e studi a queste cose uno mi è caro in particolare, per il suo modo di scrivere e per il suo modo di parlare, per il suo carisma e per il suo abile modo di divulgare. A lui ho chiesto i testi, per corredarli di foto che illustrino ciò che oggi l'Aspromonte ci regala a testimonianza dei mari che furono e per affiancare a tutto ciò immagini della fauna attuale ancora vivente, sopravvissuta nel tempo ai continui cambiamenti della terra. Renato Crucitti ci racconterà le sue scoperte attraverso le sue personali esperienze di vita vissuta, tra escursioni in natura e ricerche, condite dal racconto che viene offerto con parole accessibili a tutti, non solo a scienziati o addetti ai lavori.
Con questo articolo entriamo subito nel vivo dell'argomento, faccia a faccia con molluschi ed echinodermi del passato, imparando a capire come il succedersi di periodi caldi e freddi sulla terra abbia condizionato la fauna marina del Mediterraneo; tutto questo grazie alle pendici aspromontane, argillose e ricche di testimonianze, sollevatesi subito dietro la città di Reggio Calabria; una città dal clima unico, fondata dai greci in posizione strategica proprio ai piedi della grande montagna emersa dal mare, su una lingua di sabbia alla foce di un grande torrente. Una città sullo Stretto ancora oggi stupenda, che conserva reperti fossili per raccontarci la storia di un mare stupendo che regala emozioni incredibili a chi lo frequenta consapevolmente.

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Quella strana sensazione di … immergersi

Quella strana sensazione di immergersiImmergersi nel blu: che sensazione strana!
Francesco Turano ci racconta che..."Sulla terra l’ignoto è rappresentato da quanto la nostra mente immagina ci sia dietro l’orizzonte visibile, comunque molto lontano e confinato.
Sott’acqua, diversamente, l’ignoto è davanti a te, intrigante e attraente, vicinissimo, sotto i tuoi piedi.
Nel momento in cui infiliamo la testa sott’acqua, ogni volta, prima di iniziare un’immersione, il passaggio tra due mondi è istantaneo.
Andar sott’acqua è una cosa meravigliosa: l’uomo ha sempre subito il fascino dell ’immersione, ma son sempre poche le persone che riescono veramente ad apprezzare e farsi prendere da quelle emozioni che si scatenano in fondo al mare.
Ma le emozioni che il mondo sommerso riserva a chi lo frequenta sono infinite..
un ambiente affascinante e misterioso e che non mi appartiene, nel quale sono ospite e del quale devo e dovrò sempre avere rispetto."


 

 

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Il libro... DQ

Le avventure subacquee (e non) di Lore, Maurizio, Marco e tanti altri a bordo di una barca per immersioni nel mar rosso sudanese...

 

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