Dimensioni testo

Pierluigi Costa e Lionel Cardin, due sognatori

Centro Ricerca CetaceiCardin e Costa, Testimonial del Centro Ricerca CetaceiNel racconto di Davide Amante la storia del meraviglioso rapporto con il mare dei due nuotatori Pierluigi Costa e Lionel Cardin, Testimonial del Centro Ricerca Cetacei per proteggere i delfini dell'Arcipelago Toscano attraverso il progetto People for Dolphins 2009;  le loro imprese e le prossime traversate.
"...attraverso ogni singola bracciata...riescono a sentirsi parte del mare e lasciare dietro di sè ogni altro aspetto superfluo della vita, avvicinandosi al senso animale e selvatico di vivere..."
"...forse è stato proprio nella luce calda di uno di quei tramonti di Chiessi che ho visto passare lentamente e in silenzio due nuotatori, molto vicini alla linea dell’orizzonte, così vicini da poter essere confusi con due delfini."
Due sognatori. Se di sognatori comuni si trattasse non avremmo bisogno di scriverne, perchè di infiniti e insignificanti sognatori è popolato il mondo, pieni di parole. Ma Pierluigi Costa e Lionel Cardin sono due sognatori particolari. Di quelli a cui l'inquietudine e l'ansia di vivere fa trasformare il sogno in azione.

Li ho incontrati su uno scoglio a Chiessi, un piccolo paesino all'estremità ovest dell'Isola d'Elba, dove ogni cosa acquista una forza diversa, forse perchè siamo nel punto più estremo e selvatico dell'isola, da dove si intravedono la Corsica, Pianosa e l'ignota isola di Montecristo, forse perchè qui si respira un'aria diversa, la vicinanza delle onde è un fatto che si sente sulla pelle. Oltre questo luogo c'è soltanto il mare e la linea dell'orizzonte.

Arriviamo a bordo di un gommone del Centro Ricerca Cetacei dopo mezz'ora di navigazione da Marina di Campo e appena ci avviciniamo a Chiessi vedo una figura che scende lungo gli scogli fino al mare facendoci segno di accostare verso di lui. Pierluigi ci accoglie con un sorriso e ci indica il punto, poco più in là, dove possiamo ancorare il gommone. Scendiamo sugli scogli. Siamo in settembre e incontriamo soltanto pochi che trascorrono la giornata a prendere il sole, intenditori che hanno scelto Chiessi perchè non ci sono altri luoghi come questo in tutta l'isola. Pierluigi si ferma a salutare e scambiare due parole con ragazze abbronzate e distese sugli asciugamani e ragazzi in costume, dolce e sorridente. Sembra conoscere ogni singola persona che si trova da queste parti.

Arriviamo infine nel punto più lontano dove ci aspetta Lionel. Ma troviamo soltanto un grande scoglio piatto e un asciugamano disteso. Lionel non c'è. Inevitabilmente, prevedibilmente, Lionel è in mare e sta nuotando. Ci raggiunge anch'egli e per prima cosa, senza asciugarsi perchè è il vento ad asciugarlo, ci spiega che questo scoglio è il "suo" scoglio, ne parla con affetto e un bagliore nello sguardo, vuole farci comprendere il legame con questo posto. Siamo a pochi metri dal mare, verso l'orizzonte si vede Montecristo e qui ci sediamo a parlare.

Lionel è un nuotatore, semplicemente. Di origini francesi, Costa azzurra, è elbano d'adozione e l'Elba può andarne orgogliosa. Pierluigi è anch'egli un nuotatore, originario di Chiessi, semplicemente. I due si sono conosciuti qualche anno fa in una pasticceria, così apparentemente diversi nella personalità, così infinitamente vicini nel nuoto. C'è un'intesa forte, qualcosa che i due hanno trovato nel mare e che non a tutti è dato comprendere. Parlando insieme a Pierluigi e Lionel qualsiasi altra cosa passa in secondo piano. Sono nuotatori e con loro questa parola acquista un'ampiezza, un senso magico. Non ho voglia di conoscere altro. Ho visto molte persone e ho parlato con esse di molte cose, perchè di molte cose, quando si trattava di persone interessanti, la loro vita era composta. Eppure con Pierluigi e Lionel è qualcosa di diverso, ogni cosa sembra arrivare al mare e ogni cosa sembra partire dal mare. Per questo, solo di nuoto parliamo.

Pierluigi e Lionel hanno un pedigree eccezionale: la "prima" assieme è stata nell'agosto 2005 da Marciana Marina a Chiessi, poi seguita da una nuotata invernale; nell'agosto del 2006 nuotano da Procchio a Chiessi, 30 km per 11 ore, in seno a fortissime correnti contrarie e migliaia di meduse, che li pungono in continuazione; il 12 Agosto 2007, partono dall'isola di Pianosa per arrivare fino a Chiessi all'Isola d'Elba; l'ultima nuotata ufficiale in ordine di tempo è nell'inverno 2007, dove sono rimasti in mare e senza muta per più di un'ora, con una "Grecalata pazzesca".

Ma l'aspetto eccezionale non è il risultato sportivo, anzi si può dire che questo sia soltanto una conseguenza del loro rapporto con il mare. Questo, il rapporto con il mare, è il fatto interessante. Ogni giorno dell'anno e specialmente in inverno nuotano senza muta. A volte mezz'ora a volte un'ora di nuoto.
In estate invece nuotano almeno tre ore al giorno. Questo rapporto con il mare è indispensabile per abituare il corpo e allenarlo all'acqua salata e costituisce la base per poi affrontare le lunghe traversate.

Pierluigi ci spiega che inizialmente lo definiva uno sport ma a poco a poco si è trasformato in filosofia pura, una sorta di pratica yoga svolta direttamente in mare. "L'energia massima la avverto soprattutto nelle giornate di tempesta, specie in inverno, quando magari faccio solo un tuffo nel mare e con vento forza 8 tra una serie di onde e la successiva. Oppure quando piove con il vento di Levante, sempre in inverno, dove il cielo è plumbeo, il vento soffia molto forte a raffiche, ed ogni secondo passato in mezzo alla schiuma è come un secolo".

Mi hanno parlato di una specie di purezza, raggiunta attraverso le lunghe ore di nuoto, che apre a una nuova lucidità sulle cose, in certo senso riescono a sentire con maggiore intensità il sapore delle cose.

Ho la sensazione che attraverso ogni singola bracciata loro riescano a sentirsi parte del mare e lasciare dietro di sè ogni altro aspetto superfluo della vita, avvicinandosi al senso animale e selvatico di vivere.

È un'armonia molto simile a quella che io, in barca a vela, ho trovato con il vento.

Il rapporto con il mare per Lionel porta invariabilmente a quest'armonia: "una sensazione di benessere assoluto. Mi confondo totalmente con l'acqua tanto da sentirmi un pesce, poi realizzo di essere un uomo e quindi lo vivo come un ballo in mezzo allo spazio blu del mare. La mia mente è completamente distaccata da tutti i pensieri, quindi riesco ad avere un tipo di concentrazione totalmente diversa da quella che posso avere fuori dal mio elemento originale."

Sono eccessivi quando parlano del nuoto e del mare, spesso si avventurano in definizioni senza controllo. Sono perfino narcisisti, l'idea che qualcuno scriva di loro li entusiasma. Però mi piace questo loro modo di fare, esagerato, nel cercare di spiegarmi in tutti i modi ciò che ho già capito,
senza accorgersi che ho già capito.

Mi fanno pensare ai bambini, intendo quei bambini profondi che si chiamano uomini, che hanno voglia di giocare e raccontare un nuovo gioco, senza schemi e pregiudizi. Quei bambini che conoscono lo stupore, che sono capaci di allungare le braccia e prendere il mondo nelle loro mani. Pierluigi e Lionel hanno il mare nelle loro mani.

E queste cose, uno scrittore che ha fondato il Centro Ricerca Cetacei, le può capire.
L'incontro con loro era inevitabile. Navigavamo nello stesso mare dell'Arcipelago toscano, osservavamo gli stessi tramonti. Il Centro Ricerca Cetacei, impegnato in barca a vela per attività di ricerca, detiene oggi l'unica e più grande banca dati scientifica sui delfini dell'Arcipelago toscano.

Pierluigi e Lionel, forse più di chiunque altro sensibili a questi mari, hanno compreso il valore dell'attività dei ricercatori e hanno scelto di diventarne testimonial viventi. Organizzeranno questo inverno insieme al Centro Ricerca Cetacei una "Nuotata benefica per i delfini dell'Arcipelago toscano", che ha come obiettivo di portare l'attenzione del grande pubblico verso questo tema particolarmente sensibile per i mari di Toscana e nel contempo aiutare a finanziare la ricerca scientifica. Si tratta di un evento particolarmente interessante perchè coinvolgerà l'isola di Montecristo. Pierluigi e Lionel nuoteranno in inverno e in notturna in pieno Parco Nazionale: si tratta di un'area fortemente popolata di delfini e per questo motivo particolarmente significativa. Pierluigi e Lionel sosterranno poi una serie di nuotate benefiche a partire dal 2009 in collaborazione con il Centro Ricerca Cetacei, fra cui l'impresa eccezionale della traversata Corsica-Elba, a nuoto da Bastia a Chiessi.

Da un punto di vista tecnico le nuotate di Pierluigi e Lionel sono impegnative fisicamente e non meno a livello organizzativo. Le traversate sono seguite da un mezzo d'appoggio e di sicurezza, nonchè dalla stampa e dalle televisioni.

C'è poi una schiera di accompagnatori ufficiali, che contribuiscono in modo determinante alla riuscita delle imprese: "Enzo, Enrico, Alessandro, Alberto, Massimiliano, Federico e il padre di Pierluigi e ancora Franco il windsurfista, Renato, Gabriele e Felicino. La traversata dell'agosto 2007, ha visto il supporto del circolo ''Teseo Tesei'' e come capo spedizione, Gianfranco Coletti, grande esperto di mare, nonche' presidente del Circolo stesso. Oltre ai soliti amici in barca (indispensabili - non finiremo mai di ringraziarli), si sono aggregati alla simpatica comitiva, i sub soccorritori Marco e Alberto, diventati veri e propri Angeli custodi, infatti ci nuotano accanto, sempre vigili e pronti per ogni evenienza. In piu' ci sono i due canoisti, Umberto e Paolo, ulteriori presenze rassicuranti, il grande impegno di Luciano e poi Maristella e Pierangelo del Perseo" ci racconta Pierluigi."
Durante le traversate, mangiano marmellata, crackers e formaggio grana e ci precisa Pierluigi "ho scoperto che quello che porta Lionel è molto buono. A tal proposito, devo citare quella volta che Lionel si è portato un pollo alla griglia. Naturalmente subito sconsigliato dai nostri accompagnatori!"

Pierluigi e Lionel nuotano spesso insieme, anche durante gli allenamenti, che si svolgono sempre senza muta anche in inverno, in ogni tipo di condizione (mare mosso, pioggia, neve, grandine, catrame, meduse).

"Dopo ogni allenamento, al tramonto, non possiamo fare a meno del cappuccino di Lia e Giovanni di Pomonte, del bar Katiuscia" conclude Pierluigi.
Non lontano da quel luogo c'è un mio luogo, a Chiessi in piazza delle Ginestre, dove ho sempre amato andare per una birra al tramonto o per un caffé americano al mattino. Quando non volevo stare in barca, in quel luogo mi sono sempre sentito vicino al mare, forse per i lunghi tramonti sulla Corsica forse per quel senso di distanza dal resto dell'Elba che avvolge come una coperta magica il paesino di Chiessi. Qui ho ritrovato il ritmo del mare, quel ritmo essenziale, caldo e intenso come il respiro.

Lionel, un pomeriggio ospite a bordo della nostra barca a vela Altair, mi ha accennato ai segni sull'acqua, una specie di scia lasciata dall'uomo con il suo odore nel mare. Ho pensato agli aborigeni australiani che attraversavano le distese desertiche cantando le cose intorno a loro e lasciando una specie di scia fatta del loro mondo e dei loro valori, che si trasmettevano da una generazione all'altra.
È inevitabile che scriveremo insieme un libro sulle scie che l'uomo può lasciare in mare, quando è capace di vedere con chiarezza i grandi orizzonti.
E forse è stato proprio nella luce calda di uno di quei tramonti di Chiessi che ho visto passare lentamente e in silenzio due nuotatori, molto vicini alla linea dell’orizzonte, così vicini da poter essere confusi con due delfini.

Il Centro Ricerca Cetacei insieme a Pierluigi Costa e Lionel Cardin ha attivato una campagna di Sponsorship per sostenere la ricerca sui delfini e il progetto People for Dolphins.

PEOPLE FOR DOLPHINS 2009

People for Dolphins© è il grande contenitore realizzato dal Centro Ricerca Cetacei per coinvolgere e sensibilizzare il pubblico e le aziende al mondo dei cetacei e ai progetti di ricerca, salvaguardia e intervento su delfini e balene del Mediterraneo.

Il Centro Ricerca Cetacei ha costituito il progetto ambizioso di realizzare un team permanente di mezzi nautici, biologi e veterinari per la protezione e l'intervento sui giovani delfini del Mediterraneo. Numerose sono le specie a rischio d'estinzione, numerose sono le problematiche che richiedono un monitoraggio e una capacità di intervento costanti.

Per sapere "Che cosa puoi fare"
per sostenere le attività del Centro Ricerca Cetacei
puoi scrivere all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
e visitare il sito www.centroricercacetacei.org

Si ringrazia lo scrittore Davide Amante per l'articolo scritto per Pierluigi Costa e Lionel Cardin

NEWSLETTER - iscriviti!

Il libro... DQ

Le avventure subacquee (e non) di Lore, Maurizio, Marco e tanti altri a bordo di una barca per immersioni nel mar rosso sudanese...

 

Sublandia new logo!