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Povero mare

Non servono molte parole di fronte a un cadavere di pescatrice giovanissima che galleggia."Che sentimento vi suscita osservare dei pesci morti da poco galleggiare in superficie all'interno di un porto dove resistono le ultime marinerie dedite alla pesca con le reti, tramagli e altro, pesci "commercialmente inutili" ma morti ugualmente?
Cosa si prova vedendo sui banchi dei mercati pesci fino a poco tempo fa considerati non commestibili, messi in vendita come se lo fossero, e pesci congelati e d'allevamento che superano in numero quelli freschi locali?
Perché in molti casi si assiste a una pesca per nulla in equilibrio con l'ambiente?"
Il Mediterraneo è un mare, il nostro mare, che ha subito e sta subendo duri colpi a causa dell'inquinamento ambientale e del prelievo spesso non razionale e non equilibrato delle sue risorse.
Ma ci stiamo rendendo conto della gravità di quanto sta accadendo?
Leggete questo articolo e date un'occhiata alle foto di Francesco Turano che vi aiuterà ad interpretarle con l'ausilio di didascalie esplicative...


Alcuni anni fa, in un tempo non molto lontano, esistevano i pescatori, uomini che vivevano il mare prelevandone razionalmente e periodicamente i frutti e vivendone lo spirito; erano uomini di mare, amavano il mare e i pesci, rispettavano ciò che per loro era fonte di sostentamento e di vita.

Oggi è così ormai solo in pochi casi.

La sferzata dell'inquinamento ambientale, le moderne attrezzature da pesca, il prelievo scriteriato e senza limiti hanno, insieme, dato un duro colpo al mare ed ai suoi abitanti, un mare che tuttavia cerca di resistere fino alla fine.
Sto parlando del Mediterraneo, ma potrei portare l’esempio di molti altri mari, chiusi o aperti, siano essi tropicali, temperati o freddi.
Il problema è ormai globale.

Ma perché sono pochi i pescatori che ancora pescano come si deve e perché in molti casi si assiste a una pesca per nulla in equilibrio con l'ambiente?

Un meccanismo perverso si è fatto strada da solo e, come sempre, l'uomo rimane vittima di se stesso.
Quel che sto per presentarvi è un quadro triste, non piacevole.
Ma non è una visione pessimistica della realtà, bensì solo una semplice osservazione dei fatti; e le foto possono anche parlare da sole, senza alcun commento a supporto. Vediamo come.

Che sentimento vi suscita osservare dei pesci morti da poco galleggiare in superficie all'interno di un porto dove resistono le ultime marinerie dedite alla pesca con le reti, tramagli e altro, pesci "commercialmente inutili" ma morti ugualmente?
Cosa si prova vedendo sui banchi dei mercati pesci fino a poco tempo fa considerati non commestibili, messi in vendita come se lo fossero, e pesci congelati e d'allevamento che superano in numero quelli freschi locali?
Sono certamente scene che si commentano da sole.
L'unica cosa che in questo caso ho cercato di fare è stato fotografare: riprendere e interpretare quel che accade per trasmettere la drammaticità di un momento che passa inosservato ai più.

Interpretazione e ricerca fotografica, quindi, per porre sotto gli occhi di tutti quel che a volte succede a nostra insaputa, quel che a volte il mare nasconde sotto la sua sempre bella superficie ma che a volte l'uomo incurante porta a galla e "schiaffa" sotto gli occhi di tutti.
Tutti quei personaggi distratti e superficiali che ormai lavorano schiavi dei computer e della monotonia e che non hanno tempo e occhi per guadarsi intorno; e che quindi non vedono quasi mai ciò che accade realmente, limitandosi a consumare il pesce senza porsi troppi quesiti su cosa avviene per il prelievo, che oggi più che mai dovrebbe essere selettivo.

Che dire, le parole da spendere potrebbero essere troppe e troppo spesso fastidiose.
La mia sensibilità mi impedisce però di restare indifferente e, in un modo o nell'altro, ho dovuto e voluto scrivere queste righe e pubblicare queste foto.
Non me ne vogliano i pescatori perché non è verso di loro che sto puntando il dito; amo la pesca e i sistemi tradizionali o anche moderni ma selettivi, credo che il pesce sia un alimento tra i più importanti;
ma credo anche che il sistema non funzioni a dovere, altrimenti non saremmo arrivati a tanto
.

Anche se è vero che il pianeta è sempre più pieno di esseri umani e le risorse sono limitate; ma è anche vero che, proprio perché siamo tanti, dovremmo muoverci verso una gestione equilibrata e razionale delle risorse, ricordando che il mare è, tra tutte, la risorsa più grande. Vi lascio quindi alle foto, che vi aiuterò ad interpretare con didascalie esplicative, affinché tutti insieme ci si renda conto di quel che accade e che troppe volte passa, purtroppo, inosservato.

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