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Progetto sperimentale per il ripopolamento del corallo rosso (Corallium rubrum)

INTRODUZIONE:

Corallium rubrumIl corallo rosso (Corallium rubrum) è una specie animale che è stata oggetto per secoli di prelievo intenso, finalizzato alla produzione di gioielli.

In Italia la distribuzione del corallo è molto ampia e vi è una pesca specializzata con operatori subacquei. Il valore economico del corallo è in funzione della dimensione, del colore e della consistenza.
In genere un rametto di corallo cresce in spessore di 1 mm all’anno e 1 cm all’anno in lunghezza, ma esistono ampie variazioni.

Da alcuni decenni vengono svolte ricerche sulla riproduzione del corallo in ambienti controllati, sull’ottenimento di nuove gemme e sulla possibilità di recuperare le parti apicali dei rami di corallo, dette spuntature.
Queste spuntature sono delle colonie di polipi vivi e si è visto che possono sopravvivere.

Le ricerche, sviluppate da diversi laboratori sullo stimolo dei risultati ottenuti dall’Association Monegasque Pour La Protection De La Nature, hanno mostrato la fattibilità di due approcci per ottenere il ripopolamento del corallo.

a) Realizzazione di grotte artificiali con diversi materiali da posizionare alle profondità idonee. Tali grotte, ripopolate con coralli raccolti in natura, permettono la riproduzione del corallo e l’insediamento sui supporti posti nelle grotte di nuovi coralli. Questi ultimi, come in un vivaio, possono essere poi posti a dimora nell’ambiente esterno.

b) Recupero delle spuntature tagliate dagli operatori subacquei. In questo caso le ricerche hanno mostrato la possibilità di raccogliere le parti apicali, mantenerle vive in acqua, attaccare con un particolare mastice biocompatibile i rametti ad un supporto e metterli a dimora. In questo caso l’accrescimento anziché partire dal polipo iniziale, parte da una colonia già di alcuni centimetri riducendo i tempi per raggiungere le taglie commerciali desiderate.

Va ricordato che la taglia minima per un utilizzo commerciale del corallo oscilla attorno a 10 cm di lunghezza, ma più grandi sono le dimensioni maggiore è il valore.
Vi è una forte similitudine con le pratiche forestali, partendo dalla produzione di piantine, trapianto, diradamento e raccolta selettiva.

Parallelamente all’avanzamento delle attività di ripopolamento sperimentale, si migliorano le conoscenze su altri aspetti importanti della biologia del corallo.
I risultati ottenuti su piccola scala permettono di ipotizzare il passaggio della sperimentazione ad una scala maggiore, che potrebbe sfociare in un’attività estesa di ripopolamento del corallo rosso in ampie aree di fondali rocciosi, con due principali aspetti: ricostituzione degli ambienti con una presenza maggiore di corallo e realizzazione di coltivazioni di corallo per il rifornimento dell’industria di lavorazione dello stesso, riducendo il prelievo dai banchi naturali.


IL PROGETTO

L'Università degli Studi di Reggio Calabria – Dipartimento di Scienze Ambientali e Territoriali, ha di recente attuato un intervento finanziato con fondi comunitari, denominato “Progetto Pelagos”.

Il gruppo di lavoro era costituito dal Prof. Antonio Quistelli (responsabile scientifico), dal Prof. Corrado Piccinetti e dal Prof. Riccardo Vietti Cattaneo (consulenti scientifici) e dall’Ing. Stefano Colosimo (coordinatore della ricerca).

L'intervento ha comportato la immissione in mare di tre “grotte artificiali” denominate Grotta A) Grotta B) e Grotta C), rispettivamente poste alla profondità di ml 38, 42 e 50, all’interno delle quali sono stati impiantati numerosi rami apicali di corallo rosso, prevalentemente derivanti da spuntature eseguite su banchi naturali. Le strutture, sono state posizionate nello specchio acqueo compreso tra Vibo Valentia e Tropea.

Il corallo raccolto, è stato trasportato in contenitori termostatati, fissato con apposito mastice bicomponente su tavolette lapidee e quindi impiantato nelle grotte sommerse.

Il progetto si è concluso alla fine delle operazioni descritte, in assenza di copertura finanziaria pubblica per le indispensabili attività di monitoraggio.
A distanza di oltre due anni, l’Ing. Stefano Colosimo ed il Prof. Corrado Piccinetti hanno realizzato in proprio, tramite operatori diving appositamente attrezzati (Associazione Sub Sea Explorer), una serie di immersioni in situ, verificando che tutto il corallo impiantato era purtroppo morto.
La causa, è probabilmente imputabile al tempo intercorso tra le operazioni di raccolta e di reimpianto (circa due – tre giorni).


Successivamente, sempre su iniziativa di Piccinetti e Colosimo, la Sub Sea Explorer ha proceduto a reimpiantare nelle grotte A e C altro corallo, cercando di ridurre al minimo i tempi morti tra le varie fasi del lavoro.
Il corallo è stato infatti reimpiantato in ciascuna delle due grotte nell’arco di tempo di circa 12 ore dalla raccolta.

In particolare, le spuntature di corallo sono state prelevate su banchi naturali siti al largo di Palmi (RC), alla profondità di 85 – 105 metri;
le operazioni di raccolta e reimpianto sono avvenute il 27 e 28 giugno 2004 ed il 20 e 21 luglio 2004.

Nella grotta A e nella grotta C, sono stati reimpiantati rispettivamente nr. 66 e nr. 46 rami apicali di corallo.

Da allora, sono state effettuate immersioni di controllo nei giorni 08.07.2004, 21.07.2004, 10.08.2004, 18.10.2004 e 05.05.2005.

Le attività di controllo hanno permesso di osservare una rilevante colonizzazione delle pareti interne dei manufatti con particolare accentuata presenza di Retepora cellulosa, Antedon Mediterranea e di Ophioderma longicauda in particolare nella grotta A) e di Echinaster sepositum.

La mortalità del corallo riscontrata è valutabile intorno al 10% e si è manifestata principalmente subito dopo il reimpianto.

Il prosieguo del lavoro consentirà agli autori di individuare i periodi di riproduzione, e di verificare l’insediamento di nuovi polipi.

Inoltre, ci si prefigge l’obiettivo di osservare l’accrescimento dei rami impiantati, nonchè dei fenomeni di predazione e mortalità.



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