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Pesci in gabbia

Pesce Palla mappato, in una nassa. Foto di Alberto d'Este

Quali sono le conseguenze che subiscono gli ecosistemi delle barriere di tutto il mondo a causa del prelievo di migliaia di pesci e di forme invertebrate dal loro ambiente naturale per gli acquari pubblici e privati e, quindi, per scopi non strettamente legati al sostentamento alimentare dell'uomo e alla ricerca scientifica?
Diamo spazio all'articolo e alle opinioni di Castronuovo Motta Nicola (di "SAVE the SHARK and the SEA") che, con le sue parole, ci invita a riflettere su queste tematiche e su questo fenomeno sempre più diffuso.


Vorrei, con quest’articolo parlarvi della vita di un pesce, normalmente libero di nuotare nel suo habitat, che un bel giorno incontra un uomo, attrezzato di retino e secchiello, o di nasse.

Il pesce poverino confuso dall’incontro alieno non capisce più nulla e si ritrova dopo qualche ora, rinchiuso in un sacchetto di plastica dentro una scatola di polistirolo in volo per ore e ore diretto chissà dove e poi…nella vasca di qualche acquario.

Magari di casa tua!  

Nel mondo sono molti gli appassionati d’acquariofilia e fra questi parecchi sub e vacanzieri d’assalto che al ritorno dalla vacanza in mari tropicali, non trovano di meglio che recarsi in un negozio che vende pesci e comprare di tutto, illudendosi di ricordare la vacanza trascorsa con una scatola di vetro.

Quale il danno subito dagli ecosistemi delle barriere, dovuto al prelievo di migliaia di pesci e forme invertebrate dal loro ambiente naturale per "soddisfare" questa passione?

Non è calcolabile, ma sicuramente incide in maniera forte sull’habitat dei fondali ed il businnes che ruota attorno a questo commercio è di parecchi milioni.

L’uomo per sua natura è portato a dominare la specie animale, spesso catturando non sempre per scopi scientifici ma a volte per il gusto di collezionare e possedere un frammento di vita; personalmente credo che gli animali si devono "gustare" in libertà e viverli nel loro ambiente naturale. Parlo di animali che hanno sempre vissuto in libertà e che ad un certo punto si ritrovano inseriti in un ambiente se pur "riprodotto" con il massimo dettaglio pur sempre artificiale.

Il film "Alla ricerca di Nemo", non a caso, ha affrontato denunciando, seppur divertendo, il problema della cattura che subiscono molte specie di pesci e, aggiungerei, coralli, invertebrati, spugne, ecc. anche se ha avuto l’effetto contrario, quello di far vendere migliaia di pesci Pagliaccio in tutto il mondo, prelevandoli dal loro ambiente naturale in diversi casi con l’Anemone al seguito.

Siamo affascinati da questo mondo e a volte desideriamo vedere scorazzare pesci colorati racchiusi in una vasca, spesso piccola e angusta, senza magari conoscere la biologia dell’animale.

Il più delle volte però queste forme viventi finiscono per morire inevitabilmente, svuotando anche le nostre tasche. 

Certo sarebbe preferibile recarsi in vacanza, magari in mari lontani, e osservare dal vivo lo spettacolo di una barriera corallina. Non tutti però possono ammirare questi luoghi per diversi motivi, allora… la cosa peggiore da fare è quella di allestire un acquario e riempirlo di varietà animali "selvatiche" e non riprodotte dall’allevamento umano, e forzare gli animali a vivere in un ambiente che per natura non può essere il loro. Pesci che hanno bisogno di nuotare a lungo per la ricerca del cibo, pesci che si nutrono di corallo, pesci che richiedono le correnti marine, il plancton, le maree; in regime forzato si può riprodurre tutto ciò con la tecnologia moderna, ma non è la stessa cosa. 

Come ti sentiresti chiuso in una cella per giorni e giorni se l’unico modo consentito per muoverti fosse quello di camminare avanti e indietro in uno spazio di pochi metri? Deve essere tremendo!   

Diverso è il ruolo educativo che ricopre un acquario pubblico, differenti finalità hanno le attività dei centri di studio e ricerca di biologia marina che posseggono varie specie e ricercano professionalità adeguate nel mantenere gli animali..

Non è preferibile osservare questo spettacolo?

Pesci Farfalla in libertà

 

 

 

 

 

 

 

Pesci Farfalla in libertà

A QUESTO…?

Pesce Angelo dalla faccia blu. Tenuto in una vasca 70x50. La sua misura? 40 cm!

 

 

 

 

 

 

 

 

Pesce Angelo dalla faccia blu. Tenuto in una vasca 70x50. La sua misura? 40 cm!

Pesci Pagliacci, prigionieri in un mondo artificiale e senza Anemone.  

 

 

 

 

 

 

 

Pesci Pagliacci, prigionieri in un mondo artificiale e senza Anemone.

Pesce Napoleone in una vasca 2 metri x 0,50 metri.

 

 

 

 

 

 

 

Pesce Napoleone in una vasca 2 metri x 0,50 metri. In natura da adulto raggiunge e supera i 2 metri di lunghezza. Questo giovane esemplare misura 70 cm.

A te giudicare queste foto.

Naturalmente ci sono appassionati e commercianti responsabili e conoscitori della biologia degli animali.

Alcune specie oramai sono riprodotte in cattività e questo è un bene per l’ambiente naturale. Significa che i pesci non sono più prelevati dai luoghi d’origine, ma rimangono ancora poche le specie riprodotte, in confronto a quello che in realtà è prelevato in natura.

Preferisci vederli in libertà, magari seguendo un documentario, o immergendoti o vederli e tenerli in queste condizioni solo per il gusto di possedere un frammento artificiale della barriera corallina pagando un prezzo alto a carico della natura?
Pensiamoci!

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