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Il Progetto Pegaso

progetto Pegaso

Il PROGETTO PEGASO, costituisce un programma di azioni volte alla tutela dell’ambiente marino, delle attività antropiche lungo la fascia litorale ed alla valorizzazione dei biotopi costieri, per promuovere lo sviluppo eco-compatibile di vari settori economici (pesca, turismo ecc.).

Il progetto, prevede la posa in opera sui fondali marini, entro le tre miglia dalla costa ed i cinquanta metri di profondità, di strutture deterrenti antistrascico denominate “Tripodi” e di strutture di ripopolamento.

Dai primi anni ’90 ad oggi, i “Tripodi” hanno subito una evoluzione strutturale determinata in gran parte dalle esperienze maturate.


progetto Pegaso Queste strutture creano un effetto di "concentrazione" all'interno delle aree protette, sia delle specie pelagiche "di passo", che delle specie stanziali caratteristiche dei fondali a substrato duro.

La differenziazione delle specie e la protezione delle stesse negli stadi giovanili pre-riproduttivi, produrranno un incremento delle risorse che negli analoghi interventi già realizzati, è stato riscontrato molto apprezzabile, fin dal primo anno successivo alla posa delle strutture.

La protezione della fascia costiera dall’uso di tecniche di pesca distruttive quali la pesca a strascico, favorisce la biodiversità ed impedisce la distruzione delle “Praterie di Posidonia Oceanica”, biotopo indispensabile per la conservazione di tantissime specie di pesci, crostacei e molluschi.

La protezione è una misura indispensabile per la sopravvivenza della pesca artigianale, condotta con imbarcazioni di piccola dimensione e con attrezzi di pesca selettivi da parte di piccole imprese a carattere quasi sempre familiare.

progetto PegasoI primi interventi del genere in Italia, furono realizzati dal Laboratorio di Biologia Marina di Fano (Università di Bologna), in Adriatico, nelle acque antistanti la fascia costiera situata tra la foce del fiume Foglia ed il fiume Metauro, per una lunghezza di 16 km ed una superficie di quasi 30 kmq ed iniziò nel 1984.

Successivamente, furono realizzati i seguenti interventi:

Progetto Pegaso - Calabria: Realizzazione di aree marine protette nei golfi di Squillace e S. Eufemia Lamezia - Circa Kmq. 100,00 - Periodo di realizzazione dell'intervento: 1989 - 1990
Soggetto attuatore: Amministrazione Provinciale di Catanzaro.

progetto PegasoProgetto Pegaso - Campania: Realizzazione di aree marine protette nel Golfo di Salerno progetto stralcio Torre Angellara - Foce Sele - Circa 60 Kmq. Periodo di realizzazione dell'intervento: 1998/2000.
Soggetto attuatore: Amministrazione Provinciale di Salerno.

Progetto Pegaso - Calabria: Intervento per il recupero ambientale e la protezione dei fondali marini entro le tre miglia dalla costa ed i 50 metri di profondità in aree prospicienti il Comune di Scalea (CS).
Circa 13 Kmq. Periodo di realizzazione dell'intervento: 2002.
con finanziamento fornito dalla Regione Calabria.

Progetto progetto PegasoPegaso - Campania: Creazione di aree marine protette con posa in mare di circa 2400  strutture deterrenti antistrascico nello specchio acqueo antistante la fascia costiera della Provincia di Salerno. Progetto di completamento lotto 1 area nr. 1 da Sapri a Scario - Circa 15,00 Kmq.
Periodo di realizzazione dell'intervento: 2006.
Progetto di completamento lotto 2 area nr. 2 da Punta della Quaglia alla foce del fiume Alento - Circa 16,20 Kmq. area nr.2A - Circa 19,00 Kmq.
Lotto 3 area nr. 3 da Acciaroli a Punta Pagliarolo - Circa 26,30 Kmq.
Lotto 4 area nr. 4 da Agropoli a Positano - Circa 27,30 Kmq.
Periodo di realizzazione dell'intervento: 2007. Soggetto attuatore: Amministrazione Provinciale di Salerno.

 

progetto Pegaso Rispetto al posizionamento iniziale, le strutture possono subire un assestamento nel tempo, anche ad opera di mareggiate.
Per garantire l’efficacia nel tempo dell’intervento, occorre posizionare le strutture ad una profondità tale da contenere il rischio che forti mareggiate ne possano provocare l’interramento.
Per individuare la “profondità critica”, è stata studiata con metodi di "modellazione” la cosiddetta “linea dei frangenti”. Sono state implementate tre differenti griglie di calcolo per il paraggio che comprende il Golfo di Napoli e il versante di Nord Ovest del Golfo di Salerno e tre griglie che comprendono il litorale Salernitano.
Il Laboratorio di Biologia Marina e Pesca di Fano, monitorerà per cinque anni gli effetti prodotti dall’intervento, valutando l’incremento di risorse prodotto.
Periodicamente, saranno effettuati rilievi fotografici e filmati sulle strutture, anche per osservare la qualità e la quantità degli organismi che vi si saranno insediati, come previsto dal bando Regionale di misura.

Anche altre Amministrazioni (come il Comune di Manfredonia in Puglia e il Comune di Pomezia in provincia di Roma) ed EE. LL. hanno attuato o prevedono di attuare interventi analoghi, utilizzando le medesime strutture del Progetto Pegaso.

Fonte: Sub Sea Explorer, Cannitello, Reggio Calabria

 

 

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